SETTIMANA IN RIBASSO PER LE BORSE USA

12 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

L’indice Dow Jones U.S. Total Market Index venerdi’ 10 marzo ha chiuso in ribasso di 1,37 punti (-0,4%) a quota 341,50 punti rispetto alla chiusura di 342,87 del 3 marzo scorso.

L’indice DJ U.S. Total Market Index, che viene pubblicato ogni sabato da Wall Street Italia, rappresenta il 95% di tutte le azioni quotate sui mercati azionari degli Stati Uniti, valutate con il criterio della capitalizzazione.

Nella stessa settimana l’indice Dow Jones Industrial Average e’ sceso di 438,38 punti, cioe’ il 4,23% in meno, a 9.928,82 di nuovo quindi sotto quota 10.000. Il Dow e’ in ribasso del 13,64% dall’inizio dell’anno, in piena fase di correzione tecnica.

Il Nasdaq ancora una volta ha attirato la maggior parte delle attenzioni degli investitori. L’indice dei tecnologici e’ salito la scorsa settimana di 134 punti (+2,7%) alla nuova quota record di 5048.
Il Nasdaq e’ gia’ cresciuto del 24% quest’anno.

L’indice Standard & Poor’s 500 ha chiuso la settimana in ribasso di 14,10 punti (-1,00%) a quota 1.395,07. Lo S&P 500 e’ in ribasso del 5,05% dall’inzio dell’anno.

NOTA: Circa il Dow Jones U.S. Total Market Index, il 70% e’ formato da titoli appartenenti a grande aziende (large cap, cioe’ a grande capitalizzazione); il 20% dei titoli appartiene alla categoria delle mid-cap; infine il 10% fa parte delle small-cap, cioe’ le piccole societa’.

L’indice e’ calcolato tenendo conto di 10 settori economici specifici con relativi sotto-settori riferiti a 87 gruppi di industrie. Le azioni che compongono il DJ U.S. Total Market Index sono quotate anche al New York Stock Exchange, all’American Stock Exchange e al Nasdaq National Market System, oltre che su borse minori Usa.

Piuttosto che mantenere un numero fisso di titoli facenti parte dell’indice, come succede in quasi tutti i piu’ popolari indicatori di mercato, il DJ U.S. Total Market Index fornisce ogni settimana una misura effettiva e aggiornata del mercato azionario americano, basata sulle griglie relative alla capitalizzazione di borsa, seguendo il criterio di cui sopra (70/20/10), e riferita al 95% delle aziende Usa quotate. Un approccio in grado di fornire una rappresentazione quasi assolutamente veritiera sugli andamenti delle borse negli Stati Uniti.