Investimenti

Segnali di ripresa per l’arte

Il furto dei gioielli di Napoleone al Louvre non ha spaventato gli offerenti di Christie’s e Sotheby’s durante la settimana di Art Basel Paris. Anche perchè la Francia rappresenta ormai il quarto mercato dell’arte con circa il 7% del giro d’affari a livello mondiale. Nella capitale francese si è assistito ad una ripresa dell’interesse da parte dei collezionisti che negli ultimi due anni avevano snobbato le principali manifestazioni del settore. A testimoniarlo gli oltre 73.000 visitatori per le sue 206 gallerie da oltre 40 Paesi.

Le vendite record

Non è cosa da tutti i giorni vedere battuto un lotto, pur clamoroso come il “California (IKB-71)” di Yves Klein a 18,35 milioni di euro, che ha contribuito per un terzo all’incasso di 60 milioni di euro dell’asta di 59 lotti di Avant-garde(s) + Italian Sale (da qualche anno ribatezzata Thinking Italian) da Christie’s. Fra gli autori di altri lotti ben aggiudicati, spiccano Simon Hantai, Alighiero Boetti, Lucio Fontana e Jannis Kounellis con prezzi compresi tra 1,2 e 1,8 milioni.

Da segnalare anche Alberto Giacometti con “Femme Debout” alla stima minima di 5,5 milioni (con le commissioni), Mario Schifano, che ha raggiunto 500 mila euro per un lavoro grande (con soggetto un cavallo) ma tardo (1978) e Lee Ufan, che ha superato i 2 milioni. Invenduti a cavallo del milione Shiraga e Redon.

Gli altri lotti principali

Le aste parigine si sono concluse con un paio di sessioni compri-marie di arte moderna e contemporanea da Christie’s con 9 milioni di incasso ciascuna e con quelle di surrealismo e di arte moderna di Sotheby’s. Queste ultime, come ormai capita da tempo, hanno registrato oltre un terzo degli incassi da una sola opera top. Nel Surrealismo si segnala la spettacolare “Magie Noire” di Renè Magritte.

Altre buone aggiudicazioni, ma ben lontane dagli 11 milioni del top lot, sono state fra un po’ di “invenduti” quelle inerenti a opere di buona qualità sempre di Magritte, di Joan Mirò, Paul Delvaux e Oscar Dominguez. Nel Moderno, fra aggiudicazioni prevedibili di buon livello di Maurice De Vlaeminck, Alighiero Boetti e Nicolas De Stael e l’invenduto di Joan Mitchell (che era stimato fino a 6 milioni), spiccano i 27 milioni per “Elvire en buste” di Amedeo Modigliani, capace di realizzare anche 11 milioni per “Reymond” su un totale di incasso di sessione non irrilevante come può esserlo quando si approcciano i 70 milioni.

In definitiva, si può dire che le aste parigine hanno confermato il mood di quelle appena concluse a Londra con il mercato (purtuttavia sempre più “ingombrato” di lotti – quelli principali – garantiti) che ha voglia di ripartire dopo due anni pessimi.