Risparmio gestito, superati i 51 miliardi di raccolta nel 2021: miglior risultato da 4 anni

31 Agosto 2021, di Luca Losito

Il 2021 procede a ritmi record per il mondo del risparmio gestito in Italia. Nei primi sei mesi del 2021 infatti sono stati superati i 51 miliardi di raccolta, registrando così il miglior risultato da 4 anni a questa parte.
I numeri sono emersi dal report realizzato da Assogestioni, che da un lato ha analizzato i risultati del secondo trimestre 2021 e dall’altro ha tirato le somme sull’andamento generale nel primo semestre dell’anno. I dati hanno certificato il grande fermento e la voglia di investire da parte dei risparmiatori, che desiderano mettersi definitivamente alle spalle la crisi finanziaria scaturita nel 2020 con la pandemia globale.

Risparmio gestito, il dettaglio sui numeri

Dunque le sottoscrizioni registrate dal sistema nel 2° trimestre 2021 ammontano a 21,5 mld di euro, grazie soprattutto ai fondi aperti che hanno contribuito per circa 17 mld. È positiva anche la raccolta delle gestioni di portafoglio per oltre 3 mld, spinta dai flussi entrati nelle GP retail (+2,8 mld). Dati che hanno portato, come anticipato in apertura, il saldo dei primi sei mesi dell’anno a superare i 51 mld. Il risparmio gestito ha messo così a segno il miglior semestre dal 2017. Inoltre il patrimonio gestito ha aggiornato il proprio massimo storico a 2.520 miliardi di euro.

Dai fondi comuni ai PIR

Tornando all’analisi dei numeri del risparmio gestito relativi al secondo trimestre 2021, la quota prevalente delle masse (51,2%) è investita nei fondi aperti. A trainare la raccolta sono stati i prodotti azionari (+8,4 mld), i bilanciati (+7,7 mld) e gli obbligazionari (+3 mld).
Nel trimestre si registrano numeri positivi anche sui Piani Individuali di Risparmio. I PIR tradizionali hanno infatti raccolto 106 mln, a cui si aggiungono per la prima volta flussi in entrata significativi relativi ai PIR alternativi (349 mln). Un fattore prezioso quest’ultimo, perché significa far confluire direttamente risorse nell’economia reale, andando a finanziaria direttamente la ripresa del Bel Paese.