Report Mueller è pubblico, nessuna prova di collusioni, ma Trump “non può essere assolto”

18 Aprile 2019, di Alberto Battaglia

Il rapporto di 400 pagine redatto da procuratore speciale Robert Mueller, sulle presunte collusioni con il russi, da parte dell’allora candidato Donald Trump, è stato pubblicato ufficialmente. Nel documento, è stato anticipato dal procuratore generale William Barr, sono esaminati 10 episodi di possibile ostacolo alla giustizia da parte del presidente degli Stati Uniti, ma – ha affermato Barr – non sono state riscontrate “collusioni” e che i fatti configurabili come ostacolo alla giustizia sarebbero stati compiuti con “motivazioni non corrotte”. Le prime letture del report confermano questa impostazione.

Secondo i democratici queste affermazioni da parte di Carr, pronunciate prima della pubblicazione del corposo report, sarebbero un deliberato tentativo di orientare le prime notizie della stampa in merito ai risultati delle indagini. Lo stesso Barr aveva citato Mueller in precedenza attribuendogli una frase quantomeno ambigua: “il report non conclude sul fatto che il presidente abbia commesso un crimine, ma nemmeno lo scagiona”.

Il report appena pubblicato dal Dipartimento della Giustizia Usa stabilisce esattamente il medesimo concetto: le prove non permettono alcuna condanna a carico di Trump, ma non consente di provare alcuna piena assoluzione. Il report non può “assolvere” (“exonerate”) il presidente, questo il termine precisamente utilizzato. Tale conclusione è pienamente in linea con le attese e le indiscrezioni finora trapelate sui risultati delle indagini del dipartimento guidato dal procuratore speciale Robert Mueller.

“Il consulente speciale non ha trovato prove sul fatto che qualsiasi americano – incluso qualcuno associato alla campagna di Trump – abbia cospirato o coordinato con il governo russo nello svolgimento di questo schema illegale”, ha concluso Barr nelle sue note rilasciate alla stampa, “in altre parole… nessuna collusione”.

Il presidente, con un tweet, ha dichiarato vittoria contro gli “odiatori”: