Private equity, in Italia la raccolta deve crescere ancora

17 Settembre 2018, di Fabrizio Guidoni

Alla vigilia della presentazione dei dati semestrali di andamento del mercato del private equity e del venture capital si è insediato oggi il nuovo Consiglio direttivo Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) sotto la guida del presidente Innocenzo Cipolletta ed è emersa qualche anticipazione tendenziale sui risultati relativi al primo semestre 2018 che saranno diffusi domani. In particolare per quanto riguarda il fundraising italiano, è stato sottolineato che oltre un terzo dei capitali raccolti sul mercato provengono da investitori internazionali.

A fronte di questa tendenza il consiglio direttivo ha ritenuto che l’associazione possa attivare delle iniziative per rafforzare la loro presenza ritenendo allo stesso tempo che saranno anche prioritarie le iniziative per ampliare l’impegno degli investitori istituzionali italiani: “al di là di misure specifiche che potranno essere varate e azioni volte a creare fund of fund mirati a investire in fondi di private capital, una proposta importante di Aifi, portata avanti anche attraverso FebAf, è di rendere meno penalizzanti per gli investimenti nelle asset class private equity, venture capital e private debt, i parametri di assorbimento del capitale previsti a livello di normativa europea, ovvero i capitali che gli investitori devono mettere a riserva a garanzia dei rischi”.

Sul fronte del venture capital, nella riunione di insediamento il presidente ha ricordato che l’associazione ha avviato un dialogo con il nuovo Governo per promuovere progetti di sviluppo legati al settore.