Private banking italiano: 2019 in crescita, miglior risultato in cinque anni

24 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Favorito dal recupero dei mercati, il 2019 si è chiuso all’insegna della crescita per il settore del private banking in Italia. Lo dimostra il Private Banking Index (PB-I), indice messo a punto dalla LIUC Business School e Banca Generali, con il supporto di Goldman Sachs e Vontobel, che ha segnato un aumento a 122,54 punti base, in crescita rispetto al 2018 dove il dato era di 116,06 punti base.

Lanciato nel 2016 con un valore di 100 punti base, in riferimento all’anno 2015, la ricerca ha avviato la costruzione di un indicatore in grado di rappresentare in maniera efficace l’evoluzione del settore.

Nel frattempo, il numero di potenziali clienti (misurato in famiglie “private”) permane sostanzialmente stabile, pur in crescita per il quarto anno consecutivo (in coerenza con il contenuto aumento dell’Indice di Gini), risultando dunque variabile scarsamente influente, mentre un significativo impatto sull’andamento dell’indicatore giunge dal numero di servizi offerti dai players attivi sul mercato, sempre più alla ricerca di un vantaggio competitivo derivante dalla differenziazione e dalla completezza della propria offerta.

“L’analisi dell’indice fotografa un quadro molto interessante del private banking in Italia che sta mostrando grande innovazione e versatilità nell’offerta” commenta Andrea Ragaini (nella foto), vice direttore generale di Banca Generali, da 5 anni al fianco della Business School della Liuc nelle analisi del trend sul settore –“Il recupero dei mercati ha contribuito alla creazione di ricchezza ma c’è da segnalare anche la crescente tendenza di investimenti alternativi che aumentano la protezione e la possibilità di avvicinare anche il risparmio all’economia reale.
Con la crisi per la pandemia e lo spettro di una pesante recessione le sfide riguardano proprio il tema della protezione, della decorrelazione delle asset-class negli investimenti, e il contributo del settore al sistema. Tutti elementi che la vicinanza dei private banker alla clientela stanno mostrando di affrontare con grande determinazione”.

Nel corso del 2019, al contrario di quanto avvenuto negli anni immediatamente precedenti, anche le performance dei mercati regolamentati non hanno costituito un elemento contraddittorio e di “freno” nella valutazione dello stato di salute del settore.

Infatti, il principale Indice di Borsa, a fronte di un’annata di notevole recupero, dopo un 2018 di grande difficoltà, è risalito al di sopra del dato 2015 e si è attestato a 23.506 punti, determinando in tal modo un contributo positivo nel calcolo del Private Banking Index,

 “Il risultato migliore dell’ultimo quinquennio” afferma Anna Gervasoni ordinario della LIUC – Università Cattaneo e presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio. “Il dato in esame, chiaramente, si riferisce all’ultima seduta dello scorso anno, non sconta di conseguenza l’impatto negativo della crisi finanziaria determinata da Covid-19 che vedremo nel calcolo dell’indice del 2020”.