Podcast: il valore della diversificazione negli investimenti

16 Marzo 2021, di Leopoldo Gasbarro

Ben trovati alla serie di Podcast #MCF (Mercati che fare) in cui racconto strategie di investimento per tutti i livelli di competenza. Un nuovo podcast ogni giorno, dal lunedì al venerdì.

Nel primo appuntamento di ieri abbiamo visto quanto tempo ci vuole per raddoppiare i nostri capitali utilizzando gli strumenti finanziari tradizionali come i titoli di Stato. Un’enormità, e quindi non possiamo più utilizzarli. Dobbiamo trovare nuove strategie di investimento per fare fruttare i nostri risparmi.

Oggi prima di tutto vorrei raccontarvi quale è la madre di tutte le strategie di investimento, la diversificazione, e credo che sia semplicissimo far riferimento agli insegnamenti delle nostre nonne che non portavano mai cento uova in una sola cesta perché se quella cesta cade succede un disastro.

 

Per parafrasare il concetto della cesta con le uova, noi non dovremmo mai mettere tutti i nostri soldi nello stesso titolo o non dovremmo mai mettere tutti i nostri soldi nello stesso mercato.

Cerchiamo di comprendere ancora meglio quello che sta succedendo. Provo a fare un’analisi andando a riprendere una data importante di 5 anni fa.
Io faccio riferimento al 23 giugno 2016. Cosa è successo quel giorno? C’è stato il referendum sulla Brexit e i mercati sono scesi e saliti violentemente nel giro di un paio di giorni.

Se quel giorno avessi comprato il titolo Enel avrei guadagnato la bellezza del 112,5%. Però io non sono certo che avrei comprato proprio il titolo Enel quel giorno. E se insieme ad Enel avessi acquistato anche Intesa Sanpaolo? Vedete -2,60%

Se avessi preso Enel oggi avrei su 100mila euro investiti 12.500 euro di plusvalenza. Se avessi comprato Intesa Sanpaolo oggi avrei 2.600 euro di perdita. È una bella differenza.
Andiamo a vedere cosa poteva succedere comprando anche un altro titolo. Se avessi comprato UniCredit avrei registrato un -49, 80%. Capite? In questo caso avrei perso 49.800 euro rispetto ai 100 mila investiti.
C’è una bella differenza tra i 112 mila guadagnati e i 49 mila euro persi.

Facciamo un esempio con un altro titolo:
Se avessi comprato anche Telecom Italia, il risultato sarebbe -57,8%. Quindi Telecom Italia ha perso più di Unicredit. Ma andiamo a prendere un altro titolo importante nel nostro listino, Fiat. Vediamo che cosa è successo se avessimo comprato anche Fiat. Beh +166,70%.

Abbiamo visto con Enel 112%, con Intesa -2,6% e -49 80% con Unicredit. E poi abbiamo visto Telecom Italia -57 e con Fiat + 166.
Ora vi chiedo: volete stare in una cabina telefonica di Telecom, restare in una Panda o un’auto comunque a marchio Fiat? Io credo che dopo cinque anni starei volentieri su un’auto, su un’auto della Fiat perché +166% rispetto al -50,70% è un’enormità.

Ma chi di voi lo sapeva cinque anni fa? Io credo nessuno.
Allora ragioniamo sul fatto che se io avessi preso tutto il paniere italiano forse avrei avuto un rendimento diverso. Guardate. A cinque anni l’indice Ftse Mib segna un +29,20%.
Ma siccome vi ho detto non tutte le uova in un unico paese andiamo a vedere che cosa è successo agli altri paesi europei. Se avessi preso anche la Spagna, ad esempio l’indice Ibex 35, i loro i migliori 35 titoli avrei perso il 2,70%. Capite che se avessi scelto solo la Spagna avrei fatto qualcosa di sbagliato?
Andiamo a vedere se insieme alla Spagna e all’Italia avessi deciso di prendere anche la Francia.
Eccolo qui. Il Cac 40 ha fatto registrare un +31,40%. Vedete come cambiano, a seconda dei paesi, nello stesso periodo i rendimenti che ha generato il mercato azionario.
Ma andiamo a inserire nel nostro esempio anche la Germania. La Germania è il Paese europeo più solido e lo dimostra il +44% messo a segno dal Dax. Mettiamo anche l’ultimo paese che è in relazione alla data che abbiamo scelto con la Brexit. Facciamo riferimento anche all’Inghilterra: il Ftse 100 ha registrato un +7,10%.

Allora guardate anche qui li tenete esattamente sulle mie spalle: -2,70% e +44, 20% i risultati maggiore e minore a livello di indici europei.

Allora facciamo una cosa, andiamo a vedere se invece degli indici europei io avessi preso gli indici continentali più importanti: il più importante europeo, il più importante asiatico e il più importante americano. Andiamo a vedere che cosa sarebbe successo ai nostri investimenti.

Allora cominciamo dai primi. Europa e Giappone guardando l’Europa tutto quanto assieme + 23,70%. Quindi sempre meglio che rischiare il -2, 70% della Spagna. Il Nikkei giapponese ha registrato un progresso del 84,40%. Quindi un risultato importante, ma se avessi scelto gli Stati Uniti che cosa sarebbe successo ai miei investimenti? Sarebbero saliti del 97,20%.
Io da una parte il 23,70 in Europa il Nikkei 84,40, negli Usa il 97,20%. Qui stiamo parlando sempre del senno di poi.
E qui posso passare dal 97,20 al 23,70 cioè posso avere una differenza di quasi 127/130 punti in un senso o nell’altro.

Però c’è un’altra cosa su cui possiamo investire. L’indice che rappresenta la Borsa mondiale e il mondo intero. E allora che cosa fa l’indice che rappresenta un lusso mondiale? Guardate, +76,70%.

Non ho scelto Unicredit, non ho scelto Telecom, non ho scelto Fiat, non ho scelto la Spagna la Francia la Germania gli Stati Uniti e il Nikkei giapponese o l’Europa tutto quanto assieme.

Ho scelto il mondo rappresentato dall’indice MSCI World che misura il mercato azionario mondiale come fosse l’unico mercato e guardate il rendimento +76,7%.

Vi accontentereste? Io penso proprio di sì