PIAZZA AFFARI: CHIUSURA PESANTE A -3,33%

15 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il Mibtel riduce sul finale le sue perdite grazie al buon andamento di Wall Street e termina in calo del 3,33% a 32.728 punti.

Il Mib30 si ferma in ribasso del 3,04% a 47.769 punti.

Anche oggi è stata sempre nell’occhio del ciclone Fiat, che ha per il 6,21%. Ma non vanno meglio anche gli altri titoli della scuderia: Ifil che ha registrato una perdita del 9,8 per cento mentre le Ifi privilegiate sono scese dell’8,5 per cento.

Nostante tutto ciò Standard and Poor conferma il rating a breve termine per Fiat in A2. Secondo l’agenzia l’intesa consente un miglioramento della struttura dei costi della divisione auto del gruppo Fiat nel medio termine, grazie alla cooperazione con General Motor in Europa e America Latina.

Ancora brutto tempo, anche dalle parti della galassia Colaninno, l’amministratore delegato di Telecom. Oggi si riuniscono i consigli di amministrazione di Telecom e Seat Pagine Gialle, per definire le modalità di fusione tra la società guidata da Lorenzo Pelliccioli e Tin.It.

Nel frattempo Tecnost e Olivetti hanno perso rispettivamente il 4,94% e il 6,19% per cento.

Mentre Telecom cede il il 5,3% e Tim segna un –4,88 per cento.

Vendite anche sul Nuovo Mercato: Opengate lascia sul terreno l’8,27% per cento, Poligrafica San Faustino il 7,27% per cento, mentre Tiscali segna un –2,56 per cento.

Da segnalare che questa mattina l’assemblea straordinaria degli azionisti della società guidata da Renato Soru ha approvato il frazionamento ( in ragione di uno a dieci) delle azioni, e la serie di aumenti di capitale prevista per il finanziamento delle acquisizioni nazionali e internazionali.

Tra i bancari spunti positivi per Monte dei Paschi (+2,14%) che beneficia, evidentemente, della conferma che l’accordo con Tiscali sarà in discussione oggi alla riunione del cda dell’istituto.

Pessima giornata, invece, per Bipop a -3,37 per cento, Bnl a -1,07%.

Si muove male anche Aem. La multiutility milanese segna un –6,27 per cento. Un risultato che non deve stupire: il titolo è corso molto nei giorni scorsi. Ora molti vogliono incassare i mega rialzi. E come perde Aem, così scendono altri titoli del settore: Acea – 3,9 per cento, Amga -8,6 per cento, Acsm -4,2 per cento.