Q&A sugli sviluppi della Brexit e implicazioni sulla sterlina

18 Gennaio 2019, di Vasileios Gkionakis (Lombard Odier IM)

Lo scorso mese ci sono stati moltissimi sviluppi sul fronte Brexit, anche se i progressi sostanziali sono stati limitati. Con così tanti colpi di scena all’interno del dramma Brexit, riteniamo utile un Q&A su ciò che è successo per approfondire ulteriormente le implicazioni per la sterlina.

Qual è stato il risultato del voto del parlamento britannico sul Withdrawal Agreement -WA?

Il WA tra il Regno Unito e l’UE, che è stato approvato dalle due parti alla fine di novembre 2018, è stato finalmente portato al voto il 15 gennaio. Come ci si aspettava, la proposta è stata respinta con un margine sorprendentemente ampio di 230 deputati – 202 a favore e 432 contrari. È stata la più grande sconfitta inflitta a qualsiasi governo della storia moderna, che ha spinto il leader del partito laburista Jeremy Corbyn a chiedere un voto di sfiducia nel governo.

Voto di sfiducia al governo

La mozione ha avuto luogo il 16 gennaio ed è stata respinta in quanto il Partito dell’Unione Democratica (DUP) – che ha sostenuto il governo della minoranza conservatrice dalle elezioni generali del 2017 – è rimasto vicino all’amministrazione May.

Come ha reagito la sterlina a questi sviluppi e perché?

Nonostante il rifiuto della WA, il GBP è stato protagonista di un rally da martedì sera, salendo verso l’1,29, con il rapporto EURO- GBP al di sotto dello 0,89. Riteniamo che due sviluppi abbiano contribuito all’ottimismo del mercato. In primo luogo, la sconfitta della mozione di sfiducia ha ridotto sostanzialmente la probabilità di un’elezione generale e la relativa incertezza (ad esempio, la bassa probabilità di un governo guidato da Corbyn, che sarebbe percepita come non favorevole alle imprese).

In secondo luogo, e soprattutto, la determinazione del Primo Ministro May nel continuare le trattative, ha dato un segnale positivo al mercato: in particolare, la sua dichiarazione di cercare dialogo tra i partiti su come procedere con i potenziali aggiustamenti del WA, apre la strada ad un “accordo modificato”, compensando il dissenso dei sostenitori della Brexit.

Come andranno avanti le cose?

Una proroga della scadenza dell’Articolo 50 (attualmente il 29 marzo) è molto probabile in quanto il tempo a disposizione è molto limitato. Il primo ministro May si consulterà con i leader di partito per elaborare una serie di proposte di modifica dell’accordo di WA da comunicare all’UE (Jeremy Corbyn si è finora rifiutato di partecipare alle discussioni, a meno che il primo ministro May non “rimuova la prospettiva di un Brexit senza contropartita”, il che complica ulteriormente la situazione).

Attualmente, sembra improbabile che l’UE accetti di concedere al Regno Unito il diritto di uscita unilaterale dalla frontiera irlandese. ‘offerta di rafforzare la decisione politica per raggiungere un accordo commerciale con il Regno Unito durante il periodo di transizione è altamente probabile. Resta da vedere se l’UE accetti modifiche più significative dell’accordo di WA (e questo è molto difficile da realizzare). A nostro avviso, l’obiettivo è ora quello di concordare una serie di modifiche per aumentare le possibilità che in un successivo turno di votazioni (forse nelle prossime settimane) l’accordo di WA modificato ottenga un più ampio sostegno parlamentare.

Che cosa significa questo per la sterlina?

Senza dubbio la situazione rimane molto complessa e in divenire. Ma la decisione di May di non dimettersi – dopo una sconfitta così clamorosa – e la sua determinazione a proseguire i negoziati hanno offerto un certo conforto ai mercati. Ciò è stato interpretato come un’ulteriore riduzione della probabilità di una Brexit disordinata e un aumento della probabilità che – dopo un intenso dibattito e alcune modifiche all’accordo di WA – ci sarà infine un compromesso parlamentare britannico che porterà ad uno scenario di soft Brexit.

In linea con questi assunti, ribadiamo la nostra previsione rialzista a medio termine per la sterlina inglese: ci aspettiamo un graduale deprezzamento del premio di rischio in caso di uno scenario hard-Brexit, così come un repricing più elevato rispetto alla traiettoria dei tassi di interesse della BoE (in caso di soft Brexit).

Tuttavia, a breve termine, la valuta rimarrà soggetta al rischio politico e vulnerabile alle vendite ogni volta che si rialza – ci aspettiamo che le oscillazioni siano comprese tra 1,26 e 1,30.

La probabile proroga dell’Articolo 50 è fondamentalmente positiva per la sterlina, ma suggerisce che attraverseremo un periodo di negoziati e di incertezza più lungo del previsto. Di conseguenza, abbiamo ridotto la nostra previsione del primo trimestre 2019 sul cambio sterlina-dollaro a 1,32 da 1,35, e la nostra previsione del secondo trimestre 2019 a 1,35 da 1,37. Il nostro target di fine anno rimane invariato a 1,37 nello scenario di un eventuale accordo soft Brexit.

Nello scenario (molto improbabile) in cui non si trovi un accordo sulla Brexit, ci aspettiamo che il cambio sterlina-dollaro venga scambiato a circa 1,15 in quanto il mercato si apprezzerebbe a fronte di un possibile collasso dell’economia britannica. Il tasso di cambio tra euro e sterlina varrebbe scambiato quasi a parità.