Se negli ultimi tempi le small cap sono rimaste indietro rispetto alle large cap, nel lungo periodo negli Stati Uniti questa parte del mercato ha nettamente sovraperformato. Come nella maggior parte dei mercati azionari, le small cap offrono un premio di rischio aggiuntivo, motivo per cui gli investitori tendono ad essere compensati con rendimenti più elevati nel lungo periodo. Inoltre, le società a piccola capitalizzazione sono solitamente più cicliche e maggiormente diversificate per settore. Pertanto, in una situazione in cui si prospetta una ripresa dell’economia, entrando in una dinamica di inizio ciclo, queste società sono in grado di trarre particolare beneficio da tale crescita grazie alla loro leva sulla ciclicità. Investire oggi nelle small cap americane, considerato che molti investitori potrebbero già avere una buona esposizione alle large cap tech e growth USA, offrirebbe un’esposizione differenziata e complementare al proprio portafoglio. Guardando al contesto economico, le small cap ottengono una percentuale molto più elevata dei loro ricavi a livello nazionale rispetto alle large cap, che in genere hanno più ricavi (e utili) all’estero. La nuova amministrazione, con un programma incentrato al supporto dell’economia domestica e alla deregolamentazione, si aggiunge ad un contesto favorevole per questo segmento di mercato. Nel periodo immediatamente successivo alla vittoria di Trump, l’indice delle small cap ha registrato un incremento del 5,8%, rispetto al 2,5% delle large cap. Il fatto che i Repubblicani controllino ora la Presidenza, il Senato e la Camera dei Rappresentanti significa che sono in grado di esercitare un controllo maggiore sulla direzione politica futura. Considerato il rapporto P/E a termine, le small cap scambiano a sconto sia rispetto alle large cap che alla loro media storica. In entrambi i casi, le valutazioni sono interessanti e, se dovessimo assistere ad una rivalutazione del multiplo e ad una riduzione dello sconto rispetto alle società di grandi dimensioni, ciò sarebbe vantaggioso per la sovraperformance delle small cap. Inoltre, le operazioni di M&A tra small cap, sia da un punto di vista di numero di operazioni che di volume, sono ad un minimo ciclico. Il calo dei tassi potrebbe contribuire a sostenere una maggiore attività di deal-making, in quanto molte società ed entità che erano state scoraggiate dal rialzo dei tassi stanno tornando nuovamente alla ricerca di accordi per mettere a frutto la liquidità. A seguito del rialzo dei tassi abbiamo assistito ad un enorme trasferimento verso i fondi del mercato monetario (i Money Market USA hanno segnato un record di oltre 6 trilioni di dollari); considerato che una parte di questo flusso verrà reimmesso nei mercati azionari, ci aspettiamo che le transazioni aumentino di pari passo.
L’approccio di gestione sottostante al fondo CT (Lux) American Smaller Companies
La strategia che guida il CT (Lux) American Smaller Companies mira ad incrementare il valore dell’investimento nel lungo termine, offrendo un’esposizione a società di piccole dimensioni, con una capitalizzazione compresa tra 500 milioni e 10 miliardi di dollari, che abbiano sede o che svolgano una parte significativa delle proprie attività negli Stati Uniti. Il benchmark del fondo è il Russel 2500. La strategia si caratterizza per un approccio attivo, incentrato su una selezione bottom-up dei titoli a partire dall’analisi dei fondamentali delle società. Siamo molto selettivi, in quanto desideriamo investire solo nelle nostre idee migliori. Non escludiamo a priori determinati settori, ricercando opportunità di investimento interessanti nell’intero universo investibile delle small cap USA, perseguendo sia crescita che valore. Per questo motivo, il fondo è concentrato, perchè investe tra i 50 ed i 80 titoli, ma al contempo è anche molto ben diversificato; in generale, almeno il 50% del Fondo investe in aziende con un rating elevato. Questo ampio mix di azioni è volto a garantire rendimenti costanti nel tempo. In particolare, puntiamo ad individuare aziende a bassa valutazione ma in grado di incrementare la loro redditività, flusso di cassa libero e fatturato senza che il mercato generale se ne accorga. L’obiettivo è quello di cogliere il valore nascosto presente in società sottovalutate o incomprese dal mercato, che possa fornire una sovraperformance. Spesso, infatti, le società di piccole dimensioni presentano un potenziale di crescita degli utili superiore rispetto a imprese di dimensioni maggiori e più mature. Tuttavia, le small cap sono seguite da un numero relativamente basso di analisti nel mercato, il che è per noi un grande vantaggio, considerato che facciamo della ricerca fondamentale e del dialogo diretto con il management delle società un nostro punto di forza e di distintività. Riteniamo, inoltre, cruciale acquisire una profonda conoscenza del contesto macroeconomico e dei temi d’investimento che caratterizzano il mercato delle small cap USA e di cui teniamo conto nel nostro processo di selezione. Siamo convinti che le decisioni d’investimento traggano vantaggio dal confronto con le società in cui investiamo, tramite incontri diretti con il management aziendale, che consentono al nostro team di acquisire una comprensione profonda dei fattori trainanti la performance di ciascuna azienda, del suo posizionamento rispetto ai competitor del mercato di riferimento e delle potenzialità di crescita del business. Questo approccio di investimento ci consente di identificare le realtà più attrattive presenti nel mercato delle small cap e investire in quelle società con maggiori probabilità di sovraperformare nel lungo termine.