Mirabaud: Il prezzo del rame continuerà a crescere

19 Agosto 2020, di John Plassard (Mirabaud)

Il rame è uno dei metalli più versatili al mondo perché si trova (quasi) ovunque. È anche un metallo del futuro, grazie soprattutto al suo utilizzo nella costruzione di auto elettriche.
Inoltre, è facilmente riciclabile. Ma, come tutti i metalli, il suo prezzo e il suo consumo dipendono da una serie di fattori molto specifici.

Prima del coronavirus, la crescita della domanda di rame era piuttosto favorevole. Secondo Fitch Solutions, ad esempio, si prevedeva che la domanda globale di rame sarebbe aumentata da 23,6 milioni di tonnellate nel 2018 a 29,8 milioni di tonnellate entro il 2027, con una crescita annua del 2,6%.
Queste previsioni sono state trainate dall’aumento previsto del consumo di rame da parte dell’industria elettrica (soprattutto in Cina), dalla crescente adozione di veicoli elettrici e dalle prospettive generalmente positive per l’economia globale.
Inoltre, il rame è essenziale nella produzione di energia rinnovabile in quanto i sistemi di energia rinnovabile utilizzano più metallo rispetto alle fonti energetiche tradizionali.

Con le preoccupazioni legate ai cambiamenti climatici che stanno portando a un aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili, la domanda di rame del settore potrebbe crescere a un ritmo ancora più rapido del previsto nei prossimi anni. La pandemia ha ovviamente messo un freno a queste prospettive… nel breve termine. Infatti, quando la domanda tornerà (dopo la pausa del 2020), possiamo prevedere stime di crescita più elevate.

Quando si cerca di determinare il prezzo del rame, ci sono principalmente cinque fattori molto specifici da tenere a mente. Il primo è lo sviluppo economico: la domanda di rame tende ad essere sensibile all’economia, perché è un materiale chiave nel settore delle costruzioni e nei beni di consumo come le automobili e l’elettronica. Quando l’economia mondiale rallenta, la domanda per il rame segue lo stesso corso, il che pesa anche sui prezzi.
Il secondo punto riguarda l’economia cinese che è particolarmente importante per questo mercato, dato che il paese è il più grande consumatore di rame al mondo, con quasi la metà del totale nel 2019. Quindi, quando l’economia cinese rallenta, può avere un impatto significativo sul prezzo del rame.

Gli scioperi: il rame proviene dalle miniere, quindi dipende ovviamente dalla “buona volontà” delle persone che ci lavorano. Negli ultimi 10 anni, l’industria mineraria del rame ha visto sei grandi scioperi.
L’aspetto ambientale è a sua volta molto importante nel determinare il prezzo del rame. Infatti, i governi giocano un ruolo chiave nella regolamentazione dell’industria mineraria, aiutando a regolamentare le società minerarie in modo che non distruggano l’ambiente o sfruttino le popolazioni locali.

Infine, la scarsità di miniere: l’incremento della domanda di rame è tale che l’industria deve trovare nuove fonti naturali del minerale. Tuttavia, le nuove miniere sono costose. Si stima che affinché una miniera sia redditizia, il prezzo del rame debba essere tra $ 8 e $ 10 a libbra. Naturalmente i minatori possono anche contare sull’espansione di una miniera esistente, ma questo riduce notevolmente le prospettive di crescita.

 

La prima reazione al coronavirus del prezzo del rame è stata ovviamente un brusco calo. La pandemia ha spinto i prezzi del petrolio e dei metalli industriali verso una spirale al ribasso. Tuttavia, con il ritorno della fiducia grazie alle banche centrali e alla fine dei lock-down, il prezzo del rame ha ripreso a salire in modo “abbastanza naturale”.

 

Una terza fase sarà determinata da diversi fattori: il Recovery Plan europeo e l’incentivo all’acquisto di veicoli elettrici; il lancio di un piano infrastrutturale statunitense, sostenuto sia da Joe Biden sia da Donald Trump; l’aumento degli aiuti all’industria da parte dello Stato cinese. Sulla base di questi elementi, è probabile che si assisterà prima, a causa delle tensioni sino-americane e della seconda ondata di coronavirus, a un consolidamento del prezzo del metallo rosso, seguito da una prosecuzione della crescita trainata dai piani di stimolo dell’Unione Europea (UE), degli Stati Uniti e della Cina che si concentreranno sulle infrastrutture e sugli incentivi per l’acquisto di auto nuove (soprattutto elettriche).