Rendimenti Usa: gli effetti sui mercati emergenti

22 Marzo 2021, di Davide Vicini (Abalone Gräff)

L’aumento dei rendimenti del tesoro USA sta iniziando a muovere la concentrazione degli investitori sul mondo dei mercati emergenti.

La maggior parte delle obbligazioni in valuta locale dei paesi in via di sviluppo hanno avuto la loro peggiore settimana da settembre. Le aspettative di aumento dell’inflazione hanno alimentato la caduta dei Treasuries.
Il sell-off nel più grande mercato obbligazionario del mondo ha anche determinato il maggior aumento settimanale di quest’anno per le valute e le azioni. Gli investitori di ETF hanno continuato a versare denaro nei mercati emergenti nonostante l’aumento dei tassi statunitensi della scorsa settimana.

I rendimenti del Tesoro decennale di riferimento hanno toccato il loro massimo annuale, scambiando vicino ai livelli pre-pandemia, mentre il lancio dei vaccini e le misure di stimolo all’economia hanno spinto le scommesse su un probabile picco dell’inflazione, mentre l’economia globale si sta riprendendo dal crollo indotto dal coronavirus.

Senza dubbio l’andamento dei tassi a livello mondiale sarà il driver principale della performance dell’equity e del debito dei mercati emergenti, dato il loro ampio utilizzo di leva finanziaria per sostenere la crescita.
L’indebitamento delle aziende che operano nei paesi in via di sviluppo è infatti rilevante e spesso caratterizzato da bassi rating: su questa tipologia di debito, l’effetto dei quantitative easing è amplificato ed inoltre anche il trend dell’inflazione riveste un ruolo cruciale su questi mercati.

Altri due driver molto importanti nella tendenza alla crescita di tantissimi paesi emergenti saranno la ripresa del turismo (soprattutto per alcuni paesi asiatici come la Thailandia o l’Indonesia, piuttosto che per alcuni paesi africani, mediorientali e sudamericani) e l’aumento prezzo del petrolio nel caso dei paesi produttori (Brasile, Russia, Messico, alcuni paesi africani ecc.).

In termini di allocazione settoriale, l’attenzione dei Millennials è orientata alla tecnologia e la sostenibilità: il nostro focus è attualmente sulle aziende che contribuiscono più efficacemente alla transizione verso un’economia mondiale a minore intensità di carbonio. Il blocco economico, causato dall’epidemia di COVID-19, ha ridotto le emissioni di gas serra in modo sostanziale in alcune regioni, creando il presupposto di un trend positivo in futuro.

Ci stiamo concentrando sui mercati in cui, a fronte di un maggiore bisogno, è più sostenuto l’impegno al cambiamento climatico: fra i paesi emergenti, sicuramente Cina e Brasile hanno sufficiente potenza e le giuste intenzioni per implementare decisioni politiche in questo senso, allocando finanza per il cambiamento climatico e la sostenibilità.

Siamo cauti invece al momento sull’India, poiché l’organizzazione interna e sociale impedisce un vero controllo sullo sviluppo e la resa degli investimenti infrastrutturali”