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Non solo Consob. La prossima primavera porterà con sé una nuova e delicata tornata di nomine, legata alla scadenza dei consigli di amministrazione di numerose società partecipate dal Tesoro e di diversi enti pubblici. Un passaggio ciclico, ma tutt’altro che routinario, che coinvolge snodi strategici dell’economia e dell’assetto istituzionale del Paese.
Tra possibili riconferme e qualche cambio mirato, il governo si prepara a gestire un dossier ampio e politicamente sensibile, con l’obiettivo dichiarato di garantire stabilità in una fase internazionale ancora segnata da incertezza.
Nomine partecipate: i cinque big sotto i riflettori
Il cuore della partita riguarda i vertici di Eni, Enel, Terna, Leonardo e Poste Italiane, i grandi gruppi pubblici che operano nei settori chiave dell’energia, delle infrastrutture, della difesa e dei servizi.
L’attuale numero uno del cane a sei zampe, Claudio Descalzi, è in pole verso una conferma, inaugurando così il suo possibile quinto mandato. Verso la sostituzione invece il Presidente Giuseppe Zafarana, che potrebbe essere sostituito da Elisabetta Belloni. Possibile riconferma anche del numero uno di Enel, Flavio Cattaneo.
Stessa sorte per l’Amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani, mentre è probabile un cambio alla Presidenza, oggi affidata a Stefano Pontecorvo. Rigorosamente saldi alla poltrona Matteo Del Fante e Giuseppe Lasco, rispettivamente Amministratore delegato e Direttore Generale di Poste Italiane, la cassaforte del Tesoro.
A questo perimetro si aggiunge anche Monte dei Paschi di Siena, tornata al centro dell’attenzione dopo il riassetto azionario e il percorso di rilancio seguito all’intervento pubblico. l Ministero dell’Economia guarda con favore alla conferma di Luigi Lovaglio alla guida di Monte dei Paschi di Siena, secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier, in una fase decisiva per il futuro della banca tornata sotto i riflettori dopo il salvataggio pubblico.
Alla guida dell’istituto dal 2022, Lovaglio ha accompagnato Mps lungo un profondo percorso di risanamento, arrivato a un punto di svolta lo scorso anno con l’operazione di aggregazione con Mediobanca. Ora l’amministratore delegato, settantenne, punta a ottenere il rinnovo del mandato dal consiglio di amministrazione previsto per aprile.
Quaranta poltrone in gioco tra Ad, presidenti e Cda
Nel complesso, la tornata di primavera mette in palio circa quaranta incarichi tra amministratori delegati, presidenti e consiglieri di amministrazione delle principali partecipate. Una partita che, come da tradizione, intreccia valutazioni manageriali, equilibri politici e rapporti tra alleati di maggioranza. Se sugli amministratori delegati prevale il criterio dei risultati industriali e finanziari, la mediazione politica tende a concentrarsi soprattutto sulle presidenze e sui consigli di amministrazione.
Accanto alle società partecipate, c’è un capitolo altrettanto rilevante che riguarda gli enti pubblici vigilati dai ministeri. In questo caso gli incarichi da assegnare sono 64, per il rinnovo degli organi direttivi o dei commissari di 32 enti, su un totale di 106 sottoposti a vigilanza.
Una partita meno visibile al grande pubblico, ma cruciale per il funzionamento di interi settori regolati.
Consob e Antitrust, le scelte più sensibili
Tra le nomine più delicate spiccano quelle dei vertici delle autorità indipendenti. In scadenza c’è il mandato di Paolo Savona alla Consob, un ruolo chiave per la vigilanza sui mercati finanziari, e per cui risulta in pole position Federico Freni, così come quello di Roberto Rustichelli all’Antitrust, garante della concorrenza.
Decisioni che avranno un forte impatto sul rapporto tra istituzioni, imprese e investitori e che richiederanno un equilibrio attento tra competenza tecnica e indirizzo politico.
Completano il quadro i rinnovi ai vertici di alcune Autorità di sistema portuale, snodi fondamentali per la logistica e il commercio internazionale. Anche qui il confronto è aperto, con le Regioni e i territori pronti a far valere il proprio peso nelle scelte finali.