Wall Street: S&P 500 a un passo da record della storia, +24% YTD nel 2023
A Wall Street futures poco mossi, in attesa dell’ultima sessione del 2023.
Nella seduta di ieri lo S&P 500 è salito dello 0,04%, a quota 4.783,35 punti. L’indice si avvia a chiudere la nona settimana consecutiva di buy, ed è in rialzo di oltre il 24% dall’inizio del 2023.
Lo S&P 500 dista inoltre di una percentuale inferiore allo 0,5% rispetto al record della sua storia, toccato nel gennaio del 2022.
Nella sessione di ieri, il Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,14%, a 37.710,10 punti, mentre il Nasdaq composite è sceso meno dello 0,1%, a quota 15.095,14.
Il Nasdaq è stato l’indice azionario Usa migliore di quest’anno, guadagnando più del 44%.
Alle 8.40 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones sono in rialzo dello 0,09%, quelli sullo S&P 500 avanzano dello 0,11%, mentre quelli sul Nasdaq sono in crescita dello 0,12%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.