Wall Street apre in calo con l’imminente shutdown federale: Nasdaq cede lo 0,31%
La giornata di contrattazioni a Wall Street si apre con segni negativi, mentre gli investitori osservano con apprensione l’avvicinarsi dello shutdown federale, previsto dalla mezzanotte ora locale. Si tratta del primo blocco dal 2018, quando durò ben 35 giorni, e le preoccupazioni si concentrano sull’impatto che questo potrebbe avere su un’economia già fragile. In particolare desta timori il possibile rinvio della pubblicazione dei dati cruciali sul mercato del lavoro USA, attesi per venerdì, preceduti dai sussidi di disoccupazione previsti per il 2 ottobre. Oggi è stato reso noto che il settore privato americano ha registrato una perdita di 32.000 posti di lavoro nel mese di settembre, un dato che ha deluso le aspettative, come riportato da ADP nel suo rapporto mensile.
Sul fronte delle aziende, l’attenzione è puntata su Pfizer, che ha recentemente raggiunto un accordo negli Stati Uniti per la riduzione dei prezzi dei farmaci, un passo significativo per il settore farmaceutico.
Sul mercato azionario il Dow Jones rimane sostanzialmente stabile posizionandosi a 46.342 punti. Al contrario, l’S&P-500 registra una flessione dello 0,26%, scambiando a 6.671 punti. Anche il Nasdaq 100 segna un lieve calo dello 0,31%, mentre l’S&P 100 segue la stessa tendenza con un calo frazionale dello 0,3%.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.