USA, ordini di beni durevoli in flessione del 2,8%
Nel mese di luglio 2025 il mercato statunitense dei beni durevoli ha registrato un calo del 2,8% rispetto al mese precedente, portandosi a un totale di 302,8 miliardi di dollari. Questo risultato, comunicato dal Dipartimento del Commercio, si è rivelato meno negativo rispetto alle previsioni degli analisti, che si attendevano una flessione del 4,1%.
Escludendo il settore dei trasporti, però, gli ordini hanno mostrato una crescita dell’1,1%, in aumento rispetto al +0,3% registrato nel mese di giugno. Questo dato suggerisce una certa resilienza in segmenti chiave dell’economia, nonostante le turbolenze globali. Un altro indicatore significativo è rappresentato dagli ordini di beni capitali non nel settore della difesa, escludendo il settore aereo. Anche qui si è osservato un incremento dell’1,1%, un segnale positivo per gli investimenti aziendali, che riflette una fiducia continua nella crescita economica futura.
Breaking news
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.
ERock, azienda statunitense nel settore energetico, debutta oggi al New York Stock Exchange con il simbolo ‘EROC’, raccogliendo 600 milioni di dollari tramite un’IPO di 27.906.977 azioni Classe A a 21,50 dollari per azione. Concessa agli underwriters un’opzione per l’acquisto di ulteriori 4.186.046 azioni.