Usa, l’attività manifatturiera di New York in forte crescita a maggio
Secondo l’ultima edizione dell’Empire State Manufacturing Survey, l’attività manifatturiera nello Stato di New York ha raggiunto a maggio il ritmo di crescita più rapido degli ultimi quattro anni. L’indagine, condotta dalla Federal Reserve Bank di New York, ha rivelato che l’indice manifatturiero statale è aumentato da 11 punti di aprile a 19,6, superando di gran lunga il consensus fissato a 7.
Questo aumento è stato trainato principalmente da un significativo incremento dei nuovi ordini e delle spedizioni, mentre l’occupazione nel settore ha continuato a segnare una crescita positiva. Tuttavia, entrambi gli indici dei prezzi monitorati dall’indagine hanno raggiunto i livelli più alti dal 2022. Questo indica un aumento delle pressioni inflazionistiche, un aspetto che preoccupa gli economisti, soprattutto in un contesto di guerra in Iran e prezzi dell’energia più elevati.
Le problematiche legate alla catena di approvvigionamento si sono aggravate, con tempi di consegna più lunghi e una minore disponibilità di forniture. Questi fattori contribuiscono a complicare ulteriormente il panorama economico per i produttori nello Stato di New York. Gli economisti rimangono cauti, sottolineando la necessità di monitorare attentamente le tendenze inflazionistiche e le dinamiche della catena di approvvigionamento nei prossimi mesi.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.