Usa, in lieve flessione l’indice manifatturiero Empire State di New York
L’indice manifatturiero Empire State di New York ha mostrato una lieve flessione nel mese di febbraio, registrando un valore di +7,10 punti rispetto ai +7,70 punti del mese precedente. Questo risultato, sebbene inferiore rispetto a gennaio, si è rivelato migliore delle attese degli analisti, che prevedevano una discesa più marcata fino a +6,4 punti.
L’indice Empire State è un importante indicatore delle condizioni del settore manifatturiero nel distretto di New York, e un valore superiore allo zero indica che la maggior parte delle aziende ha riportato miglioramenti nelle condizioni operative. Tra le varie componenti dell’indice, quella relativa ai nuovi ordini è scesa a +5,8 punti dai precedenti +6,6, mentre la componente delle consegne ha subito un calo significativo, passando a -1 punto da un precedente +16,3. Al contrario, la componente relativa alle scorte ha segnato un miglioramento, salendo a 7,1 punti da un precedente -2,1.
Questi dati suggeriscono un quadro complesso per il settore manifatturiero del distretto di New York, con alcune aree che mostrano segni di rallentamento mentre altre evidenziano potenziali di crescita. Sarà interessante osservare come questi trend si evolveranno nei prossimi mesi e quale impatto avranno sull’economia locale.
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.