Usa, aumento inatteso delle richieste di sussidi di disoccupazione
Nella settimana terminata il 9 maggio, negli Stati Uniti si è registrato un incremento delle richieste di sussidi di disoccupazione, con un aumento di 12.000 unità rispetto alla settimana precedente. Il totale delle nuove richieste ha raggiunto così 211.000 unità, superando le previsioni degli analisti che si aspettavano un dato pari a 205.000.
Questa crescita delle richieste di sussidi di disoccupazione è stata comunicata dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, che ha anche rivisto al ribasso il dato della settimana precedente, da 200.000 a 199.000 unità.
Inoltre, il numero complessivo di lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione è aumentato di 24.000 unità, portando il totale a 1.782.000 nella settimana conclusasi il 2 maggio, l’ultima per la quale il dato è disponibile.
Queste cifre evidenziano una situazione del mercato del lavoro più complessa del previsto, con un aumento delle richieste di sussidi che potrebbe indicare segnali di tensione nel mercato occupazionale statunitense.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.