UK, crescita salariale rallenta meno del previsto
Nel periodo luglio-settembre la crescita salariale nel Regno Unito ha mostrato un rallentamento meno marcato del previsto, un risultato che potrebbe consolidare l’atteggiamento cauto della Banca d’Inghilterra nel procedere a tagli dei tassi di interesse con maggiore velocità.
Nel trimestre conclusosi a settembre, l’aumento medio dei guadagni, escludendo i bonus, è stato del 4,8% rispetto all’anno precedente, con una lieve diminuzione rispetto al 4,9% registrato precedentemente, ma ancora superiore alla previsione mediana del 4,7% avanzata dagli economisti.
I dati sostengono l’approccio cauto della BOE nel tagliare i tassi di interesse, dopo aver votato la scorsa settimana per la seconda riduzione di quest’anno. La crescita del salario regolare nel settore privato, l’indicatore più attentamente monitorato dalla BOE, è rimasta invariata al 4,8% rispetto al periodo precedente, al di sopra dei livelli che gli ufficiali considerano coerenti con un’inflazione all’obiettivo del 2%.
La disoccupazione è salita al 4,3% dal 4%, un aumento maggiore di quanto previsto, sebbene gli ufficiali siano cauti nell’interpretare i dati a causa di problemi con i tassi di risposta al sondaggio.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.