Uber cresce negli Usa e punta su offerte premium
Uber Technologies ha sorpreso il mercato con una previsione di crescita degli ordini più alta del previsto. Questo segnale positivo è attribuito alla forte domanda registrata tra i pendolari e i viaggiatori negli Stati Uniti, che ha contribuito a bilanciare le incertezze derivanti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Le prenotazioni lorde totali di Uber sono aumentate del 25%, raggiungendo i 53,7 miliardi di dollari nel trimestre concluso il 31 marzo, superando le aspettative degli analisti che si aspettavano 52,9 miliardi di dollari.
L’azienda ha mostrato una notevole resilienza, soprattutto grazie alla solidità del suo core business negli Stati Uniti e alla crescente domanda di consegne nei mercati internazionali. Questo successo è stato possibile anche grazie agli investimenti di Uber nell’espansione delle sue offerte premium, puntando principalmente sui viaggiatori aziendali che tendono a spendere di più. Uber ha fissato l’obiettivo di servire fino a un milione di organizzazioni attraverso le sue operazioni business-to-business, con l’intento di superare i 10 miliardi di dollari in prenotazioni lorde entro il 2028.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.