Trump nega intenzione di licenziare Powell dalla Fed
Il presidente Donald Trump ha chiarito che non intende licenziare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, nonostante la sua evidente frustrazione verso la banca centrale per non aver agito più rapidamente nel tagliare i tassi di interesse.
Trump desidera che Powell intraprenda azioni per abbassare il costo del denaro, sostenendo che sarebbe il “momento perfetto” per una tale mossa e preferirebbe vedere il presidente “in anticipo o puntuale, piuttosto che in ritardo”.
Powell e i suoi colleghi hanno mantenuto invariati i tassi di interesse quest’anno, dopo averli ridotti di un punto percentuale intero negli ultimi mesi del 2024, mentre attendono di vedere come l’economia reagirà alle politiche dell’amministrazione in corso.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play