Tensione su petrolio dopo attacco Iran: Brent a un passo da 80$ (+9%)
Ancora tensioni sul petrolio, con le quotazioni in forte rialzo in avvio di settimana dopo l’attacco di Usa e Israele nei confronti dell’Iran. Il Brent balza di quasi il 9% ed è a un passo dagli 80 dollari al barile, mentre il Wti avanza dell’8,8% a 73 dollari al barile.
“Sebbene l’azione intrapresa da Stati Uniti e Israele contro l’Iran non rappresenti una sorpresa totale, la tempistica lo è, dato che Stati Uniti e Iran avrebbero dovuto affrontare un altro round di colloqui sul nucleare – segnalano da ING -. Gli attacchi contro l’Iran hanno contribuito a chiarire in modo inequivocabile le reali ambizioni degli Stati Uniti. L’obiettivo non sembra limitarsi a impedire a Teheran di sviluppare una capacità nucleare militare, ma appare più ampio e orientato anche a favorire un cambiamento di regime. Questo indirizzo è emerso con evidenza nel discorso del presidente Trump, che ha invitato apertamente il popolo iraniano a riprendere il controllo del proprio governo, sottolineando come tale responsabilità ricada innanzitutto sugli stessi cittadini iraniani”.
Per i mercati energetici, non è tardata ad arrivare una risposta aggressiva sui prezzi. Per il Brent, secondo le stime di ING, i rischi sono di ulteriore rafforzamento verso i 100 dollari al barile e, in ultima analisi, i 140 dollari al barile (scenario peggiore), in caso di interruzioni significative e prolungate dell’approvvigionamento petrolifero.
Uno dei punti chiave è proprio la chiusura dello Stretto di Hormuz. “Si tratta di un punto critico per i mercati energetici globali, con 20 milioni di barili al giorno di petrolio e oltre 100 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto (GNL) all’anno che lo attraversano, pari a circa il 20% del commercio globale di GNL)”. Come potrebbero i mercati energetici gestire eventuali interruzioni dell’approvvigionamento? “Se il mercato dovesse registrare significative interruzioni dell’approvvigionamento di petrolio, l’azione più rapida che probabilmente vedremo da parte dei governi sarà un rilascio coordinato di petrolio dalle riserve strategiche di petrolio”, segnalano ancora gli esperti della banca olandese.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.