Svizzera: inflazione rimane debole, test per la banca centrale
L’inflazione in Svizzera è rimasta bassa a settembre. I prezzi al consumo hanno registrato un aumento dello 0,2% su base annua, confermando l’incremento di agosto.
L’inflazione contenuta potrebbe mantenere viva l’ipotesi di un ulteriore allentamento monetario da parte della Banca Nazionale Svizzera (SNB), che ha già portato il tasso d’interesse a zero.
L’economia svizzera sta anche risentendo delle tariffe imposte dagli Stati Uniti, con gli analisti che prevedono una contrazione dell’economia dello 0,2% nel terzo trimestre. L’istituto di ricerca KOF ha inoltre tagliato le sue previsioni di crescita per il prossimo anno, portandole allo 0,9%.
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Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con una perdita dello 0,49%, influenzata dall’incertezza sulle relazioni tra Stati Uniti e Iran. Gli investitori si concentrano sugli sviluppi in Medio Oriente e le loro conseguenze sul settore energetico. Il calo ha coinvolto tutte le borse asiatiche a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio e dei recenti attacchi in Iran.
Le azioni di Snowflake Inc. hanno registrato un incremento del 30% in seguito all’annuncio di una previsione di vendita annuale superiore alle aspettative e alla firma di un accordo pluriennale da 6 miliardi di dollari con Amazon per l’utilizzo dei servizi cloud e dei chip.
Il mercato petrolifero resta guidato dal fattore geopolitico