S&P: “In Europa rischi di liquidità e rifinanziamento si fanno sentire”
Il numero di crediti europei a rischio (emittenti corporate finanziari e non finanziari con rating “CCC+” o inferiore) è sceso a 50 da 52 tra giugno e settembre 2023, ma è rimasto al di sopra della media a lungo termine. È quanto emerge dal report “Europe’s Risky Credits: Liquidity And Refinancing Risks Start To Bite” di S&P. La variazione fa seguito a sette nuove aggiunte e nove rimozioni, queste ultime dovute per lo più a default e revoche del rating.
Cinque delle sette aggiunte sono dovute a declassamenti che riflettono l’aumento dei rischi di rifinanziamento e di liquidità, in quanto l’aumento dei tassi di interesse rende difficile servire o rifinanziare il proprio debito per alcuni emittenti con rating più basso.
L’importo totale del debito con rating in essere tra i crediti europei a rischio è sceso a 55,5 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2023 da 62,3 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2023, principalmente a causa dei default di due emittenti.
S&P rileva che il rischio di insolvenza per i crediti a rischio in Europa è in aumento, con il numero di insolvenze europee che da inizio anno ha raggiunto il secondo livello più alto dal 2008.
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