S&P Global conferma il rating AA+ per gli Stati Uniti
L’agenzia di rating S&P Global ha confermato il rating sovrano degli Stati Uniti al livello AA+, mantenendo una prospettiva stabile. Questa decisione è stata influenzata positivamente dalle entrate generate dalle tariffe doganali introdotte dall’amministrazione Trump. Secondo S&P, le entrate sostanziali provenienti da queste tariffe stanno contribuendo a ridurre l’impatto fiscale della nuova legislazione varata a luglio, chiamata ‘One Big Beautiful Bill Act’, che consolida i tagli fiscali del 2017 e introduce nuove agevolazioni.
A luglio le entrate doganali hanno registrato un aumento di 21 miliardi di dollari, mentre il deficit fiscale ha subito un incremento del 20%, raggiungendo i 291 miliardi di dollari. S&P prevede che il deficit del governo si attesterà intorno al 6% del PIL tra il 2025 e il 2028, in diminuzione rispetto al 7,5% del 2024 e al picco del 9,8% registrato tra il 2020 e il 2023.
S&P ha anche sottolineato che la Federal Reserve dovrà affrontare la sfida di ridurre l’inflazione interna e mitigare le vulnerabilità del mercato finanziario.
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Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.