Snam: Piano Strategico 2023-2027, investimenti per €11,5 mld
Snam ha approvato il piano strategico 2023-2027, che prevede investimenti per 11,5 miliardi di euro destinati a potenziare le infrastrutture di trasporto, stoccaggio e GNL. Questo rappresenta un aumento del 15% rispetto al piano precedente 2022-2026. Gli investimenti saranno anche diretti ai settori emergenti della transizione energetica, come il biometano, la CCS, l’idrogeno e l’efficienza energetica.
La crescita è al centro del piano strategico di Snam. Si prevede un aumento medio annuo del 6% della RAB (Regulatory Asset Base), superiore al 5% del piano precedente. Anche l’EBITDA Adjusted dovrebbe aumentare del 7,4% all’anno, grazie alla crescita degli investimenti e al contributo dei settori emergenti. Nonostante tassi di interesse più alti, l’utile netto Adjusted è atteso in aumento del 4% all’anno (rispetto al 3% precedente). Inoltre, si prevede un incremento minimo del dividendo del 3% (vs 2,5%).
Snam non perde di vista la sostenibilità nel suo piano strategico. L’obiettivo è raggiungere il target net zero su tutte le emissioni (Scope 1, 2 e 3) al 2050. Si prevede inoltre un impatto positivo sulla biodiversità dal 2027. Infine, Snam mira a sfruttare opportunità di investimento fino a 26 miliardi di euro nel periodo 2023-2032, con focus sulla sicurezza, la flessibilità del sistema e la transizione energetica.
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L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.