Shutdown finito, si attendono indicazioni su calendario macro
Terminato lo shutdown più lungo della storia degli Usa, con la firma del presidente Donald Trump, ora si attende il nuovo calendario macro da parte del Bureau of Labor Statistics (Bls). Secondo quanto dichiarato da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, è possibile che i rapporti di ottobre sull’occupazione e l’indice dei prezzi al consumo non vengano pubblicati ora che la chiusura delle attività governative è terminata.
Per oltre 40 giorni il Bureau of Labor Statistics e altre importanti agenzie statistiche hanno smesso di pubblicare dati macroeconomici durante lo shutdown, lasciando così i policymaker senza dati chiave per valutare lo stato di salute dell’economia statunitense. L’unico dato ad esseere pubblicato, seppur in ritardo, è stata l’inflazione Usa lo scorso 24 ottobre.
Sebbene gli economisti sostengano che alcune statistiche possono essere raccolte e diffuse retroattivamente, c’è la possibilità che altre
vengano completamente bypassatee. Tra i dati più a rischio, l’inflazione e la disoccupazione di ottobre in considerazione della modalità di raccolta dei dati. Il BLS, che è responsabile delle decisioni in merito alla programmazione dei rapporti, non ha ancora rilasciato un calendario aggiornato su quali indicatori e quando saranno pubblicati. È possibile che l’agenzia scelga di combinare i dati di due mesi per una particolare statistica in un’unica pubblicazione per rimettersi in carreggiata.
“Molto probabilmente usciranno a breve i dati relativi al mese di settembre mentre potrebbero non uscire i dati di ottobre. La priorità é quella dei dati su inflazione e rapporto del mercato del lavoro, quindi i prossimi dati in uscita prima della decisione della Fed del 10 dicembre saranno i dati sulla disoccupazione di settembre e novembre. Questi dati saranno cruciali per la prossima decisione della Fed che si prevede possa tagliare di almeno uno 0,25% nella prossima riunione. Sul sito ufficiale del Bls non risultano ancora aggiornamenti”, commenta David Pascucci di XTB.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.