Seduta contrastata, Piazza Affari cede lo 0,4%
Chiusura in ordine sparso per le borse europee, in una giornata ricca di spunti macroeconomici. A Piazza Affari il Ftse Mib termina in calo dello 0,4% a 36.581 punti, con Nexi (-3,1%), Campari (-2,45%), Iveco (-2,3%) e Stm (-2%) in coda. Denaro invece su A2a (+1,1%), Telecom Italia (+1,1%), Italgas (+1,1%) e Inwit (+1,2%).
Dagli Usa sono giunti i dati Adp sull’occupazione nel settore privato, superiori alle attese (+183 mila contro 150 mila previsti), che segnalano una robusta crescita in attesa dei nonfarm payrolls di venerdì. L’indice Ism servizi è invece diminuito a 52,8 punti. In Europa, l’indicatore dei salari della Bce ha previsto un rallentamento all’1,5% nel quarto trimestre dell’anno, un segnale positivo per l’inflazione.
Sull’obbligazionario, spread Btp-Bund a 109 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,47% e il Bund tedesco al 2,38%.
Fra le materie prime, il Brent scivola sotto i 75 dollari al barile dopo l’aumento delle scorte di greggio statunitensi emerso dai dati Eia, mentre l’oro aggiorna i massimi e viaggia a 2.867 dollari l’oncia in scia alla forte domanda di beni rifugio.
Sul forex, l’euro/dollaro risale sopra quota 1,04 e il dollaro/yen scende a 152,3. Fra le criptovalute, il Bitcoin si attesta a 97.500 dollari.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci giĂ in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltĂ in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metĂ dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.