Piazza Affari termina a -0,1%, stasera i conti di Tesla
Debolezza diffusa tra le borse europee, con il Ftse Mib di Piazza Affari in flessione dello 0,1% a 34.697 punti. Chiudono in vetta Stellantis (+3%) e Stm (+1,8%), mentre arretrano Mps (-3,1%) e Telecom Italia (-2,4%), quest’ultima dopo la perquisizione della Guarda di Finanza.
Gli operatori continuano a valutare le trimestrali e a stilare ipotesi sulle prossime mosse delle banche centrali. In Europa, Christine Lagarde ha espresso soddisfazione per la discesa dell’inflazione, mentre domani gli indici Pmi daranno ulteriori informazioni sulla crescita.
Negli Usa, le aspettative sull’allentamento monetario della Fed hanno perso quota nell’ultimo periodo, alla luce dei solidi dati macro. La banca centrale del Canada ha tagliato i tassi di 50 bp, accelerando il ritmo di riduzione del costo del denaro.
Sullo sfondo, l’attesa per le elezioni Usa e i timori geopolitici in Medio Oriente. Stasera, intanto, focus sui conti di Tesla e sul Beige Book della Fed.
Nel comparto obbligazionario, lo spread Btp-Bund si contrae a 121 punti base, con il decennale italiano al 3,53% e il benchmark tedesco al 2,32%.
Fra le materie prime, il petrolio Brent scende sotto i 75 dollari al barile, mentre l’oro scivola a 2.710 dollari l’oncia dopo aver stabilito un nuovo record a 2.758 $.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro resta sotto la soglia di 1,08 e il dollaro/yen si avvicina a quota 153.
Breaking news
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererĂ l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacitĂ produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarĂ soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale
Richieste per circa 2 miliardi di euro da parte di investitori istituzionali italiani e internazionali