Piazza Affari debole: banche giù, pronta lettera Bce su tassa extraprofitti
L’ultima seduta della settimana prosegue all’insegna dei ribassi a Piazza Affari, con le banche che mostrano i maggiori cali. Poco prima delle 12, l’indice Ftse Mib cede lo 0,62% a quota 27.706,86 punti. A Milano, la peggiore è Mps con ribassi di oltre il 3%, giù anche Finecobank che indietreggia del 2% e Intesa Sanpaolo che lascia sul terreno circa l’1%.
Sul mercato i titoli del comparto bancario italiano restano sotto i riflettori per l’arrivo di una lettera della Banca centrale europea (Bce) all’indirizzo di Palazzo Chigi, con le critiche di Francoforte sulla tassa sugli extraprofitti contenuta nel decreto Omnibus annunciato nella prima settimana di agosto. Ad anticipare l’arrivo della missiva il Corriere della Sera in edicola oggi.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.