People’s Bank of China conferma tassi LPR a 1 anno e 5 anni come da attese
Ultimo atto del 2023 anche per la People’s Bank of China – banca centrale della Cina –, che ha annunciato nella giornata di oggi, 20 dicembre 2023, di aver lasciato fermi i tassi di finanziamento loan prime rate (LPR) a 1 anno e 5 anni, come da attese.
I tassi sono stati confermati rispettivamente al 3,45% e al 4,20%.
I tassi LPR sono i tassi a cui le banche cinesi fanno riferimento per determinare i tassi di interesse sui prestiti che erogano ai loro clienti (prevalentemente nuovi prestiti), e vengono stabiliti dalla People’s Bank of China guidata al momento dal governatore Pan Gongsheng ogni mese.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.