Partenza cauta a Piazza Affari, oggi inflazione eurozona
Avvio poco mosso per le borse europee nella prima seduta del quarto trimestre, con i listini cinesi fermi per festività. A Piazza Affari, il Ftse Mib parte in rialzo dello 0,3% in area 34.200 punti, con acquisti su Interpump (+1,2%), Iveco (+1%) e Stellantis (+1%), reduce dal crollo di ieri innescato dal profit warning. Vendite invece su Moncler (-0,8%) e Brunello Cucinelli (-0,6%).
Dall’agenda macroeconomica si attendono gli indici Pmi manifatturieri di Italia e Spagna, l’inflazione dell’eurozona e i dati americani sulle offerte di lavoro e sull’ISM manifatturiero. Focus anche sugli interventi di alcuni esponenti della Fed (Bostic, Cook, Barkin e Collins) e della Bce (Rehn, de Guindos, Schnabel e Nagel).
Il tutto, in attesa dei dati di venerdì sul mercato del lavoro americano, che condizioneranno le prossime decisioni della banca centrale americana. Ieri, intanto, il presidente Powell ha ribadito che l’istituto di Washington non ha fretta di tagliare i tassi e che non esiste un sentiero predeterminato.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund staziona a 132 punti base, con il decennale italiano al 3,43% e il benchmark tedesco al 2,11%.
Tra le materie prime, il petrolio Brent scivola a 71,5 dollari al barile, mentre l’oro si attesta a 2.645 dollari l’oncia. Sul Forex, cambio euro/dollaro a 1,113 e dollaro/yen in ripresa a 144.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.