Oro, toccato il nuovo massimo storico di 4.400 dollari l’oncia
Il mercato dell’oro ha segnato un nuovo record, superando per la prima volta la soglia dei 4.400 dollari l’oncia. Questo aumento storico è influenzato da aspettative di futuri tagli dei tassi di interesse negli Stati Uniti, combinati con un clima geopolitico sempre più incerto.
Il valore del lingotto è cresciuto di oltre l’1,5%, superando il precedente massimo di ottobre. Gli operatori di mercato prevedono due riduzioni dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2026, in risposta a dati macroeconomici più deboli del previsto. Inoltre, il presidente Donald Trump ha espresso il suo supporto per una politica monetaria più espansiva, fattore che storicamente rende oro e argento più attraenti in periodi di tassi decrescenti.
A livello internazionale, l’attrattiva dei metalli preziosi come beni rifugio è stata rafforzata. Gli Stati Uniti hanno intensificato il blocco petrolifero contro il Venezuela, mentre l’Ucraina ha colpito una petroliera della flotta ombra russa nel Mediterraneo. Questi sviluppi geopolitici hanno contribuito a sostenere la domanda di oro.
Breaking news
Intel ha sorpreso Wall Street con una previsione di fatturato che supera le stime, grazie all’aumento della domanda nel settore dei data center. Le vendite previste per il terzo trimestre si attestano tra i 15,8 e i 16,8 miliardi di dollari, spingendo il segmento dei chip per l’intelligenza artificiale a crescere del 59% nel trimestre precedente.
Oggi focus sugli indici Pmi delle principali economie, oltre al sondaggio Bce sulle aspettative di inflazione dei consumatori
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.