Oracle: tracollo del titolo dopo vendite cloud deludenti e maggiori spese AI
Le azioni Oracle hanno registrato un crollo fino al 10% nel trading after-hours, dopo che l’azienda ha riferito di un notevole incremento delle spese per i data center dedicati all’intelligenza artificiale (IA) e altre attrezzature. Questo investimento ha sollevato preoccupazioni tra gli investitori.
Le vendite del cloud nel secondo trimestre fiscale hanno visto un incremento del 34%, arrivando a 7,98 miliardi di dollari, mentre i ricavi generati da infrastrutture aziendali hanno registrato un aumento del 68%, raggiungendo i 4,08 miliardi di dollari. Tuttavia, nonostante questi significativi aumenti, entrambi i dati sono risultati leggermente inferiori alle aspettative degli analisti.
Di fronte a queste cifre, Oracle ha rivisto al rialzo le proprie previsioni di spesa in conto capitale per l’anno fiscale che terminerà a maggio 2026. L’azienda ora stima che le spese si attesteranno a circa 50 miliardi di dollari, 15 miliardi in più rispetto alle previsioni di settembre. Questa decisione riflette le crescenti preoccupazioni riguardo ai costi e ai tempi necessari per lo sviluppo dell’infrastruttura dedicata all’intelligenza artificiale, un settore in rapida espansione ma anche particolarmente oneroso e complesso da realizzare.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.