Nvidia: crescita oltre le aspettative ma al mercato non basta
Nvidia continua a crescere a ritmi esponenziali e apre a una diversificazione delle entrate, ma i numeri record non impressionano il mercato.
Risultati oltre le attese per Nvidia
Nel trimestre conclusosi ad aprile, le vendite sono aumentate dell’85% a 81,6 miliardi di dollari, superando le stime degli analisti di 79,2 miliardi.
L’utile rettificato è salito a 1,87 dollari per azione, mentre il margine lordo adjusted si è attestato al 75%
Nvidia ha anche aumentato il dividendo trimestrale da 1 a 25 centesimi per azione e ha annunciato un piano di riacquisto di azioni da 80 miliardi di dollari.
La divisione data center ha generato entrate per 75,2 miliardi, superando la stima di 73,5 miliardi, mentre le vendite del settore networking hanno raggiunto i 14,8 miliardi, rispetto a una previsione di 12,7 miliardi.
Outlook e reazione del mercato ai conti di Nvidia
Nvidia sta adottando un nuovo framework per riflettere meglio i suoi driver di crescita attuali e futuri, separando le vendite dei data center in hyperscalers e ACIE (AI clouds, industrial e enterprise).
La società prevede di raggiungere un fatturato totale di oltre 370 miliardi quest’anno, mentre le vendite nel trimestre in corso dovrebbero attestarsi a circa 91 miliardi (consensus 87 miliardi, anche se alcune proiezioni arrivavano fino a 96 miliardi).
Nonostante i risultati positivi, gli investitori sono diventati più esigenti, con le azioni in calo dell’1% nel trading after hours.
Diversificazione e questione Cina
Il CEO Jensen Huang ha evidenziato come Nvidia stia diversificando la propria attività per dipendere meno dai grandi operatori di data center. L’azienda continua a espandersi in nuovi settori e prevede 20 miliardi di entrate dai CPU quest’anno. Huang ha sottolineato che “l’AI fisica” rappresenterà una grande opportunità futura, con robot e veicoli automatizzati che diventeranno protagonisti. “Abbiamo tutto sotto controllo”, ha affermato.
Resta aperto il fronte Cina. Nvidia ha chiarito che nelle previsioni per il secondo trimestre non include ricavi da data center nel mercato cinese, ancora condizionato dalle restrizioni all’export statunitensi.
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