Micron: la Cina apre ad una maggior presenza nel Paese
Segnali di disgelo sul fronte delle tensioni tra Usa e Cina nel campo della tecnologia. Il ministro del commercio cinese, Wang Wentao, ha espresso a Sanjay Mehrotra, Presidente e Ceo di Micron Technology, il desiderio di vedere l’azienda di semiconduttori statunitense rafforzare la propria presenza nel mercato cinese.
“Accogliamo con favore l’intenzione di Micron Technology di radicarsi ulteriormente nel mercato cinese e di raggiungere un migliore sviluppo nel rispetto delle leggi e delle normative cinesi”, ha affermato Wang.
In precedenza, Micron non aveva superato una revisione della sicurezza della rete da parte del regolatore cinese del cyberspazio. Questo aveva impedito agli operatori cinesi di acquistare infrastrutture chiave dal piĂą grande produttore di chip di memoria statunitense.
L’azione della Cina contro Micron era stata vista come una rappresaglia per gli sforzi di Washington di limitare l’accesso di Pechino a tecnologie chiave. Questo incontro tra Wang e Mehrotra avviene in un momento di distensione dei contrasti fra Washington e Pechino, con funzionari di entrambi i paesi al lavoro per organizzare un incontro tra il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il suo omologo cinese Xi Jinping in occasione del vertice di Cooperazione Economica Asia-Pacifico a San Francisco.
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La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.