Market mover: l’agenda macro della giornata
La seduta odierna sarà movimentata da diversi market mover. L’agenda macro di oggi prevede nel corso della mattina la diffusione dell’indice Pmi manifatturiero e servizi di Francia, Germania, Gran Bretagna e intera Eurozona relativo a dicembre, in lettura preliminare. Per quanto riguarda l’Italia, l’Istat pubblicherà le vendite al dettaglio e gli ordini industriali.
Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà Oltreoceano, con le vendite al dettaglio, l’indice Pmi manifatturiero e servizi, l’indice Nahb sulla fiducia dei costruttori e l’aggiornamento su scorte e produzione di greggio.
Ma l’appuntamento più importante sarà in serata (alle 20.00 ore italiane) con l’ultima riunione del 2020 della Federal Reserve, che annuncerà la sua decisione di politica monetaria, a cui seguirà la conferenza stampa del governatore Jerome Powell.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.