Mare Group entra nella Space Economy: accordo per l’acquisto del 51% di GMSPAZIO
Mare Group, azienda di Ingegneria ad alta tecnologia quotata su Euronext Growth Milan, ha sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisizione di una partecipazione di controllo pari al 51% del capitale sociale di GMSPAZIO, realtà italiana specializzata nello sviluppo di piattaforme proprietarie per Aerospazio&Difesa. L’operazione segna l’ingresso di Mare Group nella Space Economy e porta all’interno del Gruppo competenze specialistiche in ambiti chiave come la sorveglianza dello spazio e la simulazione di sistemi complessi, con applicazioni dual use che spaziano dalla difesa agli utilizzi civili e scientifici.
L’investimento complessivo previsto per il 51% è pari a 1,275 milioni di euro, di cui 1,05 milioni in denaro per il 42% e azioni Mare Group per il restante 9%.
GMSPAZIO, con sede a Roma, è attiva dal 2005 e serve clienti istituzionali e industriali, nazionali e internazionali, con competenze specialistiche e piattaforme proprietarie in difesa missilistica, analisi radar, space domain awareness, remote sensing satellitare, simulazione di missioni spaziali e sorveglianza di asset terrestri, aerei, navali e spaziali. Nel 2025 GMSPAZIO ha registrato un valore della produzione pari a 3,1 milioni di euro, un EBITDA di 1 milioni di euro e una PFN pari a 0,23 milioni di euro. L’esecuzione dell’acquisizione, attesa entro la fine del mese di settembre 2026, è subordinata all’esito positivo degli adempimenti di legge in materia di Golden Power.
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Diversi gli spunti in calendario oggi, tra cui l’avvio del Forum Bce di Sintra
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.