Le tensioni tra Usa e Iran scuotono il mercato del petrolio: Brent in risalita
Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran continuano a influenzare pesantemente il mercato del petrolio. La nuova ondata di attacchi militari americani contro obiettivi iraniani ha scosso le aspettative di un rapido accordo di pace. Durante le contrattazioni in Europa, i futures sul Brent hanno mostrato un recupero del 2,5%, raggiungendo i 95,74 dollari al barile, dopo una significativa discesa del 6,78% registrata lunedì.
Nel frattempo, il West Texas Intermediate (WTI) ha visto un calo del 4,41%, posizionandosi a 92,28 dollari. Gli attacchi, definiti ‘difensivi’ dagli Stati Uniti, hanno preso di mira imbarcazioni iraniane nel tentativo di impedire la posa di mine nello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il trasporto di petrolio.
In risposta, l’Iran ha lanciato missili contro asset americani, provocando ulteriori azioni militari da parte degli Stati Uniti, che hanno colpito lanciamissili vicino a Bandar Abbas. Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato che le trattative per una soluzione diplomatica potrebbero richiedere diversi giorni, ma ha assicurato che lo Stretto di Hormuz verrà riaperto completamente.
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Nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti, esclusi cibo ed energia, è rimasto invariato rispetto al mese precedente, mentre l’indice generale è sceso dello 0,4%. Le stime mediane prevedevano un leggero aumento. I rendimenti sono scesi e i futures dell’S&P 500 sono aumentati in risposta ai dati del CPI inferiori alle attese. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la sua posizione contro l’inflazione persistente.
Focus su inflazione Usa, attesa in rallentamento a giugno, e testimonianza alla Camera del presidente Fed Warsh. Al via trimestrali Usa
Il petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile per la prima volta in un mese, in seguito alla decisione del Presidente USA Donald Trump di reimporre un blocco sulle navi iraniane nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha acceso timori sulle forniture globali, portando il petrolio ai massimi livelli mensili.
Le esportazioni e importazioni cinesi hanno superato le aspettative a giugno, spinte dalla crescente domanda globale di semiconduttori e hardware per data center AI. Le esportazioni sono aumentate del 27%, mentre le importazioni sono cresciute del 36%, portando a un surplus commerciale di 125,6 miliardi di dollari.