Juventus: UniCredit e Citigroup Joint Global Coordinators per aumento capitale 200 milioni. L’impegno di Exor
Juventus Football Club S.p.A. ha annunciato con un comunicato diffuso nella serata di ieri di aver nominato Citigroup e Unicredit quali joint global coordinators nell’ambito dell’aumento di capitale in opzione fino a massimi € 200 milioni
e che l’azionista di maggioranza Exor, “a ulteriore dimostrazione del suo impegno di
lungo termine nei confronti della Società e della fiducia nel valore intrinseco della medesima, si è impegnato a sottoscrivere le azioni di nuova emissione che non dovessero essere sottoscritte al termine del periodo di offerta”.
A seguito dell’impegno a sottoscrivere le nuove azioni in misura proporzionale alla propria attuale partecipazione (pari a circa il 63,8%), EXOR si è impegnata in particolare “a sottoscrivere e liberare, al prezzo di sottoscrizione, le azioni di nuova emissione che non dovessero essere sottoscritte al termine dell’asta dei diritti inoptati, fino ad un ammontare complessivo pari a circa € 72 milioni”.
“Inoltre – sottolinea la nota – in linea con gli impegni precedentemente assunti, in data 15 dicembre 2023 EXOR ha effettuato un secondo versamento in conto futuro aumento di capitale per un importo pari a € 47 milioni”.
“Tenuto conto del primo versamento effettuato in data 27 ottobre 2023 per un importo pari a € 80 milioni, EXOR ha effettuato versamenti per un totale pari a € 127 milioni, che rappresenta sostanzialmente la porzione di Aumento di Capitale di propria pertinenza”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.