IVA: record evasione all’Italia in tutta l’Ue nel 2021
Nel 2021, l’Unione Europea ha registrato un totale di 61 miliardi di euro di IVA evasa, segnando un miglioramento di circa 38 miliardi rispetto al 2020. Questi dati emergono da un recente studio condotto dalla Commissione europea, che analizza il ‘Vat gap’, ovvero la differenza tra le entrate fiscali attese e l’importo effettivamente riscosso.
In questo scenario, l’Italia si distingue purtroppo per un primato non proprio lusinghiero. Il nostro paese detiene il record dell’evasione IVA più alta, con una cifra che ammonta a 14,6 miliardi di euro. Nonostante ciò, è importante sottolineare che l’Italia è anche il paese che ha mostrato il miglioramento più significativo nell’Unione Europea.
In effetti, l’Italia ha registrato nel 2021 un calo del 10,7% dell’evasione IVA. Questo rappresenta un progresso senza precedenti, che si riflette in un miglioramento generale a livello di Unione Europea. Nonostante il cammino sia ancora lungo, i dati incoraggiano a proseguire sulla strada intrapresa per ridurre l’evasione fiscale e ottimizzare le entrate.
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Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.