Italia: Pmi servizi aprile sui massimi da agosto 2021 a 57,6 punti
Ad aprile il Pmi servizi dell’Italia si è attestato 57,6 punti, rispetto ai 55,7 di marzo, a fronte del consensus di 56,5 punti.
Si tratta del valore più alto da agosto 2021, superiore alla soglia di non cambiamento di 50,0 punti per il quarto mese consecutivo.
Dopo le deboli prestazioni della seconda metà dell’anno scorso, la ripresa del settore terziario italiano registrata dall’inizio del 2023, ha mostrato ad aprile un’accelerazione di crescita. Attività e nuovi ordini hanno entrambi indicato tassi di incremento che non si vedevano dal 2021, con le aziende che hanno registrato una crescita occupazionale più rapida. Anche la fiducia sul futuro è migliorata, nonostante i prezzi abbiano indicato tendenze meno positive: ad aprile sia i costi gestionali che le tariffe applicate ai clienti hanno mostrato un maggiore incremento, con tassi di inflazione rimasti storicamente alti
Il Pmi composito cresce lievemente da 55,2 a 55,3 punti, contro i 55,5 punti previsti dagli analisti.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.