Israele: shekel ai minimi dal 2016
Lo shekel israeliano ha toccato il livello più debole dall’inizio del 2016 e il costo dell’assicurazione del debito sovrano del Paese contro il default è salito martedì, dopo che un sanguinoso assalto nel fine settimana da parte dei militanti di Hamas ha messo Israele sul piede di guerra.
Lo shekel si è ammorbidito dello 0,4% nei primi scambi e ha toccato quota 3,9544 contro il dollaro, estendendo nuovamente le perdite dopo il crollo di oltre il 2,5% di lunedì, che è stato il più grande movimento di un giorno dal marzo 2020. Finora la valuta si è indebolita dell’11% nel 2023.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.