FMI, Italia: preoccupazioni per il quadro di bilancio 2024
Nella recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, Pierre-Olivier Gourinchas, l’economista capo del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha espresso la sua preoccupazione riguardo al quadro di bilancio dell’Italia per il 2024. Le sue parole riflettono l’interesse del FMI verso una revisione delle strategie italiane per una maggiore stretta.
Il quadro del bilancio pubblico italiano è stato delineato nel corso della presentazione della Nota di aggiornamento al Def (Nadef) il mese scorso. Stando a quanto presentato, il governo ha deciso di alzare l’obiettivo di deficit per l’anno prossimo, passando dal precedente 3,7% al 4,3% del Pil.
Contestualmente, l’obiettivo per tornare sotto la soglia del 3% fissato dall’Unione Europea è stato posticipato al 2026. In questo lasso di tempo, non si prevede alcuna riduzione significativa del debito. Queste decisioni hanno destato preoccupazione nel FMI, che auspica una riconsiderazione delle prospettive fiscali italiane.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.