First Republic e la fuga di depositi. Il titolo affonda, -50% a Wall Street
Il panico torna a colpire il titolo First Republic, dopo la pubblicazione dei dati relativi alla fuga dei depositi che ha colpito la banca regionale Usa nel corso del primo trimestre dell’anno.
Il titolo è affondato ieri a Wall Street di oltre il 49%, dopo la pubblicazione di una trimestrale che ha messo in evidenza un tracollo dei depositi del 40%, a $104.5 miliardi nei primi tre mesi dell’anno.
A nulla è valsa la rassicurazione della banca del fatto che i depositi si sono da allora stabilizzati.
First Republic ha comunicato l’intenzione di ridurre la sua forza lavoro del 20-25% nel corso del secondo trimestre.
Il titolo, che aveva già aperto la sessione di Wall Street, con un tonfo superiore al 20%, ha chiuso con un tonfo del 49,37% a quota $8,10. Nelle contrattazioni afterhours della borsa Usa, la ripresa, pari a poco più di mezzo punto percentuale, è decisamente anemica.
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Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,2% a giugno, trainate da forti guadagni in alcuni settori, nonostante il calo delle entrate delle stazioni di servizio. Le vendite, escluse auto e gas, sono salite dello 0,4%, mostrando la resilienza della spesa dei consumatori.
Il consiglio di amministrazione di Recordati approva la congruità del prezzo dell’offerta pubblica di acquisto da parte di Respighi BidCo, mentre i membri indipendenti esprimono parere contrario. La decisione si basa sull’analisi di Lazard, ma gli indipendenti, supportati da Rothschild & Co Italia, ritengono il prezzo inadeguato rispetto al valore e alle prospettive della società.
Uber Technologies ha annunciato l’acquisizione di Delivery Hero, valutando la società tedesca di consegne alimentari 14,8 miliardi di dollari. L’accordo include l’acquisto delle azioni di Prosus e la cessione di 14 mercati a SSW Partners.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha aumentato le sue previsioni di spesa e ricavi per l’anno, riflettendo la fiducia nella domanda globale di infrastrutture AI. La società prevede ora una spesa in conto capitale tra i 60 e i 64 miliardi di dollari per il 2026, con una crescita dei ricavi di poco superiore al 40% in termini di dollari USA.