Fineco: risultati record nel 2024, crescita in tutti i settori
Fineco Bank ha concluso l’anno 2024 con cifre da record. L’utile netto ha raggiunto i 652,3 milioni di euro, con un incremento del 7,1% rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi totali si sono attestati a 1.316,5 milioni di euro, segnando un aumento del 6,4% su base annua.
Il cost/income ratio si è mantenuto efficiente al 25,2%, dimostrando la capacità della banca di gestire efficacemente i suoi costi. Anche la solidità del capitale e la liquidità hanno mostrato numeri impressionanti, con il CET1 al 25,9%, il LR al 5,22% e l’LCR1 al 909%.
Per quanto riguarda la distribuzione dei dividendi, è stato proposto un dividendo di 0,74 euro per azione, che rappresenta un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Questi risultati riflettono la forte crescita nei settori dell’investing e del brokerage, oltre al ritorno del risparmio gestito come protagonista, grazie all’accelerazione di Fineco Asset Management.
I dati al 31 gennaio 2025 mostrano una raccolta netta nel mese di gennaio di 887 milioni di euro, con un incremento del 53% su base annua e una componente gestita di 221 milioni di euro. I ricavi stimati dal brokerage nel solo mese di gennaio sono stati di 21 milioni di euro, con un aumento del 26% rispetto all’anno precedente. Inoltre, il numero di nuovi clienti acquisiti nel mese ha raggiunto i 18.781, segnando il miglior mese di sempre per la banca con un aumento del 32,0% su base annua.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci giĂ in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltĂ in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metĂ dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.