Ferrari, utile netto di 413 milioni di euro nel primo trimestre 2026
Nel primo trimestre dell’anno, Ferrari ha riportato un utile netto di 413 milioni di euro, mantenendosi stabile rispetto ai 412 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Questo risultato dimostra la solidità finanziaria della casa automobilistica di Maranello, nonostante le sfide del mercato globale.
I ricavi di Ferrari sono cresciuti del 3%, raggiungendo 1,848 miliardi di euro, con un incremento del 6% a cambi costanti. Questo aumento dei ricavi evidenzia la capacità dell’azienda di adattarsi alle condizioni di mercato variabili e di mantenere una crescita costante.
L’EBIT di Ferrari è aumentato dell’1% attestandosi a 548 milioni di euro, con un margine del 29,7%. Anche l’EBITDA ha registrato un incremento del 4%, raggiungendo 722 milioni di euro con un margine del 39,1%. Questi risultati sottolineano l’efficienza operativa e la capacità di generare valore per gli azionisti di Ferrari.
Il free cash flow da attività industriali è stato di 653 milioni di euro, segnando un aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le consegne di veicoli sono diminuite a 3.436 unità, rispetto alle 3.593 unità del primo trimestre del 2025. La flessibilità nell’allocazione geografica delle consegne ha permesso a Ferrari di attenuare gli effetti delle tensioni in Medio Oriente, anticipando le consegne in altre regioni.
Nonostante la diminuzione delle consegne, i dati trimestrali di Ferrari hanno superato leggermente le aspettative del mercato, confermando la resilienza e la strategia efficace della casa automobilistica italiana.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.