Fed: la reazione dei mercati

30 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

Di Matteo Paganini, capo analista valutario di DailyFX (FXCM)

“La tanto attesa giornata della Federal Reserve si è conclusa con un nulla di fatto. Niente di più scontato e corretto dal punto di vista di politica monetaria, almeno secondo il nostro parere. Sono mesi infatti che pensiamo e comunichiamo ai mercati che il primo rialzo non si sarebbe probabilmente verificato a settembre, non c’è motivo per accelerare un processo di aggiustamento della politica monetaria americana, ferma a tassi compresi tra lo 0 e lo 0.25% da dicembre del 2008. La reazione iniziale dei mercati è stata da manuale.

Borse inizialmente in salita, seguendo il concetto di ricerca di rendimenti, che sul lato reddito fisso sono ancora latitanti (visti i livelli dei tassi legati alle maggiori economie) e che quindi potrebbero derivare dai listini, con il dollaro venduto a livello globale e la continuazione di prese di profitto dopo i rally che hanno accompagnato il biglietto verde durante gli ultimi mesi. Durante la conferenza stampa sono proseguite queste dinamiche, per poi cominciare a rientrare quando la Chair del FOMC ha dichiarato che anche ottobre potrebbe rappresentare un timing di intervento per il primo rialzo, specificando che anche se una conferenza stampa non è prevista, è comunque possibile convocarla.

Una dichiarazione impeccabile, cercata al fine di evitare che si cristallizzassero delle aspettative per rialzi certi a dicembre o all’inizio dell’anno prossimo, scadenze che avrebbero lasciato oltre due mesi di “tranquillità” sul lato tassi, uno scenario che avrebbe potuto gonfiare ulteriormente le borse.

Ora dovremo cercare di capire su che scadenza si formeranno le attese degli operatori, in quanto in caso di preponderanza su ottobre potremmo assistere a tentativi di ridimensionamento dei listini (per effetti di uscita dal rischio e di riallocazione di parte di esso sugli obbligazionari), scenario che potrebbe ribaltarsi in caso di formazione di un consensus prevalente su dicembre. Il fatto che il dollaro abbia scontato delle discese rimane in linea con l’idea di un potenziale rafforzamento di medio periodo, che potrebbe arrivare dopo che il biglietto verde ha trovato dei livelli considerati buoni per ulteriori acquisti”.