Exor: avvenuto pricing offerta ABB su 4% azioni Ferrari per un totale di 3 mld
Exor ha annunciato l’avvenuto pricing dell’offerta di accelerated bookbuild per circa 7 milioni di azioni ordinarie di Ferrari (che rappresentano circa il 4% delle azioni ordinarie circolanti di Ferrari) a investitori istituzionali per un totale di 3 miliardi di euro.
Nella nota del gruppo guidato da John Elkann si recisa che a seguito del completamento dell’operazione, “Exor rimarrà il maggiore azionista singolo di Ferrari con circa il 20% dei diritti economici e il 30% dei diritti di voto nel capitale sociale di Ferrari e conferma il suo impegno di azionista di lungo termine di Ferrari”. Inoltre, nell’ambito della transazione, Exor ha assunto un impegno di lock-up di 360 giorni sulle rimanenti azioni ordinarie di Ferrari. Il perfezionamento dell’offerta è previsto per il prossimo 3 marzo.
Goldman Sachs Bank Europe E J.P. Morgan agiscono in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners, mentre BNP Paribas, IMI – Intesa Sanpaolo, Société Générale CIB e UniCredit in qualità di joint bookrunners per l’offerta.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.